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Marta Perrotta, in questo prezioso volumetto che porta la prefazione di Enrico Menduni, offre una serie di percorsi a coloro che vogliono capire, conoscere e imparare ad utilizzaree gli strumenti della radio. I capitoli attraverso i quali si snoda questa ricerca sono:
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L'ABC del fare radio -
Il 3 dicembre 1945 andava in onda la prima puntata de L'Approdo la cui nascita, come scrive Andrea Mugnai nella prefazione, "fu una scommessa perchè portava attraverso il più importante e diffuso mezzo di comunicazione di massa di allora, (la radio) testi e scrittori di alta qualità dei quali gli italiani nel loro complesso ignoravano perfino l'esistenza ".
L'Approdo, che proponeva un modello radiofonico che si rifaceva ai principi della BBC: "credere, educare, divertire" durò ben trentadue anni arricchendosi di una rivista e di una versione televisiva.
Le relazioni, in altrettanti capitoli, sono di: Andrea Mugnai, Omar Calabrese, Peppino Ortoleva, Francesca Chiocci, Agata Piromallo Gambardella, Gino Tellini, Alberto Cadioli, Sebastiano Bagnara, Remo Ceserani, Alberto Abruzzese, Pierre Sorlin, Patrice Flichy, Romano Luperini, Franco Contorbia, Nicoletta Maraschio, Stefania Stefanelli, Enrico Menduni, Franco Cardini.
Un testo, curato da Angelo Sferrazza e Fabrizio Visconti, che si inserisce nella politica della Direzione Teche Rai che, oltre ai suoi compiti istituzionali di ricerca e conservazione della produzione radiotelevisiva, si fa promotrice di una necessaria divulgazione libraria.
Gli anni dell'Approdo -
2004, gli ottant'anni della Radio. Fra le numerose iniziative che si sono succedute in questo anno, va sicuramente menzionato questo prezioso volume di Gianni Garrucciu nel quale sono riportate le testimonianze di numerosi personaggi "addetti ai lavori" e non.
Nelle prime pagine del libro è riportata una poesia di Berthhold Brecht sulla radio:
TU PICCOLA SCATOLA
Tu piccola scatola, che ho tenuto stretto mentre fuggivo,
perché le tue valvole non si spaccassero,
che ho portato dalla casa alla nave e dalla nave al treno,
perché i miei nemici potessero ancora parlarmi
accanto al mio letto, alla mia pena,
l'ultima cosa la sera, la prima la mattina,
delle loro vittorie e delle mie ansie,
promettimi di non tacere all'improvviso.
Buonasera ovunque voi siate -
Luigi Minardi, nella presentazione del volume di Filippo Pacelli, scrive: Temistocle Calzecchi Onesti, nel liceo di Fermo, insegna, studia ricerca, sperimenta, seguendo intuizioni geniali e inventa (nel 1884) un strumento: un sempice tubicino riempito di limature di ferro che si rivela un perfetto rilevatore di onde elettromagnetiche.
Un piccolo passo, ma che offre lo sbocco a ricerche infruttuose di tanti prima di lui e sul quale si innesta, trendone un vantaggio decisivo il lavoro del grandissimo Guglielmo Marconi per realizzare le trasmissioni via etere. Ovvero, la radio!Questo libro, pur nel suo carattere scientifico, ci descrive come tutto ciò avviene.
L'Autore Libri Firenze
La conquista dell'etere -
Un testo, quello scritto da Paolo Taggi e Giorgio Simonelli, che è presto diventato uno strumento indispensabile per gli studenti delle Scienze della Comunicazioni Radiotelevisive.
Scrive Gianfranco Bettetini nella prefazione: Il telefono consente una parità di ruoli conversativi, consente di poter rispondere ad un messaggio in tempo reale, sullo stesso canale di trasmissione e con lo stesso potere dell'interlocutore. Inoltre la presenza del telefono nei programmi si giustifica per il fatto che gli apparati radiofonici, pubblici e privati, hanno a disposizione budget desolatamente inferiori a quelli televisivi per la loro programmazione. Ecco pronto il telefono e miriadi di persone disposte a riversare i loro problemi nei circuiti diffusivi di massa o a rispondere alle domande dei quiz o, più concretamente, ad entrare come apparenti coautori alla gestione del programma. Per questi e altri motivi il telefono, esempio rigoroso della comunicazione interpersonale, è diventato attore di primo piano della comunicazione di massa.
La postfazione è un contributo in forma di intervista di Corrado Guerzoni, storico conduttore del 3131 e Direttore di Radiodue.
I fantasmi del dialogo -
Cresciuto a Radio Antenna Capri e successivamente approdato al 3131 dove ebbe come "maestri di scuola" Lidia Motta e Corrado Guerzoni che a Radiorai formarono tanti giovani che ora sono validi professionisti di radio e televisione, Paolo Jorio è l'autore di questa preziosa guida perquanti vogliano intraprendere la carriera di giornalista radiofonico. Il libro parte un percorso storico della radio, per snodarsi nelle tecniche pratiche del linguaggio radiofonico fino ad approdare alla realizzazione di un giornale radio. L'ultimo capitolo indica come realizzare una web radio. Il tutto con un linguaggio semplice, pratico, essenziale come è sempre stato lo stile dell'autore nelle varie espressioni della sua attività professionale.
Di grande interesse due interviste, una a Ruggero Po, giornalista di Radiorai e l'altra a Corrado Guerzoni, personaggio indimenticabile del 3131.
Il giornalismo radiofonico -
Uscito nel 2004, anno degli Ottant'anni della Radio e dei Cinquant'anni della Televisione, questo libro ripercorre tutte le tappe percorse da questi due mezzi di comunicazione di massa. L'autrice Francesca Anania, docente di Storia delle comunicazioni massa all'Università La Sapienza di Roma, non sofferma la sua indagine solo sul modello Italia, ma allarga l'orizzonte anche sulle altre esperienze europee.
Non manca una trattazione sull'influenza della politica nell'emittenza pubblica e privata con le conseguenti legislazioni nella materia fino alla Legge Gasparri del 2004.
Breve storia della radio e della televisione italiana -
Dalla presentazione: Vista oggi come un oggetto familiare e un po' démodé, la radio è stata in realtà una delle dirompenti invenzioni tecnologiche dell'epoca moderna: figlia dell'elettricità, è nata da uno straordinario concorso di talenti e fantasie e si è subito imposta per la novità rivoluzionaria del suo modello di comunicazione "immateriale". Questo libro libro ne racconta la storia e il movimentato percorso alla ricerca di una collocazione culturale: concepita all'inizio come anti mass-
Cari amici vicini e lontani -
"Clamoroso al Cibali" -
Clamoroso al Cibali -
"Tra qualche minuto il Terzo Programma della Radio Italiana comincerà ad esistere, non sembri strano od esagerato che dica che questo evento suscita una certa emozione in me ed in tutti coloro che, come me, danno la loro opera per la radiofonia italiana ". Con queste parole, alle ore 21.00 del primo ottobre 1950, dai microfoni del Centro di Produzione di via Asiago in Roma, il Direttore Generale della RAI Salvino Sernesi dà l’annuncio dell’avvio delle trasmissioni del nuovo programma.Il canale culturale per eccellenza di Radio Rai proseguirà nella sua linea ben definita fino alla riforma del 1975 quando il nuovo direttore direttore Enzo Forcella, opera un rinnovamento dei programmi e del linguaggio in sintonia con i fermenti sociali e culturali del paese. L'autore Giorgio Magi ripercorre la storia di Radiotre con documenti e interviste a personaggi che hanno ne contraddistinto la rete fino all'attuale direttore, Marino Sinibaldi che ha curato l'introduzione.
Dal Terzo Programma a Radio 3 -
Anna Lucia Natale, docente universitaria di Scienze Economiche e Sociali
e autrice di numerosi saggi di sociologia dei media focalizza la sua ricerca sulla radio fino all'avvento della televisione. Il risultato è una precisa e attenta ricerca storica e sociologica del trentennio nel quale la radio era "regina incontrastata" della comunicazione. Dalla radio come evasione (1924-
La prefazione è di Giovanni Bechelloni
Gli anni della radio -
Dalla sua nascita la radio ha operato numerosa trasformazioni: da radio di intrattenimento famigliare e comune è diventata di un mezzo di fruizione personale; da mobile posizionato in salotto è diventata portatile; da sistema di comunicazione monodirezionale, con l'uso del telefono, si aprì alla partecipazione degli ascoltatori; nata in regime di monopolio, negli anni Settanta vide nascere intorno a sé una miriade di consorelle; per decenni si è diffusa nell'etere e da qualche anno ha trovato nuove vie di trasmissione via internet.
Enrico Menduni, attento studioso e osservatore della comunicazione analizza in questo libro il cammino della radio dal transistor fino alla nuova avventura via web.
Il mondo della radio -
La radio ha un'antenata nella cosiddetta "telefonia circolare", un sistema di trasmissione di vari contenuti che a sua volta ha origine dal telefono come mezzo di comunicazione punto-
Gabriele Balbi, autore del libro inserito nella collana "Comunicazione e Spettacolo" diretta da Franco Monteleone, ripercorre la storia dell'Araldo Telefonico, un sistema di telefonia che precorse la radio come mezzo di diffusione e anticipò i soggetti radiofonici dell'URI prima e dell'EIAR poi.
L'ntroduzione è di Peppino Ortoleva
La radio prima della radio -
Barbara Scaramucci e Peppino Ortoleva sono i curatori di questa preziosa Garzantina, unica Enciclopedia interamente dedicata alla radio pubblica e privata italiana. In essa è possibile trovare le emittenti e i programmi; i protagonisti e gli eventi; i generi, i linguaggi, le teorie; le tecnologie e la terminologia professionale. Numerose le appendici e gli approfondimenti; preziosissime le trascrizioni di brani di trasmissioni, documenti e testimonianze.
A conclusione delle oltre mille pagine del volume, le norme della legislazione radiofonica in Italia.
Garzantina della radio -

Gli atti del Convegno Internazionale in occasione del Sessantesimo anniversario di fondazione di Radio Capodistria (2009), sono contenuti in questo volume curato da Donatella Pohar e Lara Drĉiĉ giornaliste dell'emittente slovena nata il 25 maggio 1949 come una stazione radio con programmi in lingua italiana, slovena e croata. Come scrive Alioša Curavić nella prefazione: Se è vero che le origini segnano il futuro, nel DNA di questa emittente, c'è la fotografia di questa regione e la volontà di dialogo fra lingue e culture differenti.
I numerosi ininterventi sono stati divisi in due sezioni: Linguaggio e tecnologie radiofoniche e Esperienze radiofoniche a confronto.
60 anni di radio tra di voi
Le "Interviste impossibili" nate da un'idea di Lidia Motta (sostenuta nell'attuazione da Roberta Carlotto e Alessandro D'Amico), nel corso degli anni sono diventate da programma di successo ad un vero e proprio "format", ancora oggi sfruttato in una varietà di sfumature.
Lorenzo Pavolini, scrittore e punto di riferimento della prosa radiofonica di Radio Rai, ha curato e selezionato in questo prezioso cofanetto, il testo di questi ottantadue "capolavori" andati in onda nel periodo 1974 -
Allegati alla pubblicazione due CD con le interviste Italo Calvino-
Le interviste impossibili -
Quali sono state le premesse che hanno portato a "bucare" il monopolio RAI in un periodo in cui ancora non vi era alcuna autorizzazione a farlo? Molto è dovuto a quel movimento di opinione trasversale partito da alcuni settori del mondo del giornalismo, dell’imprenditoria, della cultura e della politica che riteneva l’offerta Rai insufficiente e che si poneva perciò il problema di aprire l’etere ad un sistema ``misto``, in cui ci fosse spazio sia per il soggetto pubblico che per i privati. Stefano Dark, partendo di radio libere durante la Resistenza, analizza a distanza di 30 anni la nascita e lo sviluppo della radiofonia privata. La prefazione è di Marco Baldini, l'introduzione di Umberto Croppi.
Libere! -
La storia di una trasmissione che cambiò completamente il corso della comunicazione radiofonica. L'autore Raffaele Vincenti ha raccolto in questo libro i ricordi e ele emozioni di tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato al programma che, partito con il titolo di Chiamate Roma 3131, ogni anno cambiò le sue caratteristiche ma nel ricordi di tutti rimase sempre "il 3131".
Le presentazioni al volume sono di Barbara Scaramucci, Maurizio Costanzo, Franco Monteleone, Giorgio Simonelli. Di questo libro si parla più diffusamente in altre pagine del sito.
La prima volta del telefono -

Scrive Ettore Bernabei nella presentazione: Lidia Motta, affidandosi allo specchio della sua memoria, ha scritto la storia della radiofonia italiana nella seconda metà del secolo XX. L'ha fatto con discrezione e signorilità , senza quella enfasi femminile che talvolta scade nel pettegolezzo e senza la retorica di chi -
La mia radio -
Un libro che è diventato testo universitario indispensabile per coloro che frequentano i corsi della comunicazione radiotelevisiva e comunque considerato un classico del suo genere.
Franco Monteleone, con il rigore e la metodicità che contraddistingue le sue opere ripercorre, ripercorre fin dall'inizio, la nascita e l'evoluzione di questi due importanti sistemi di comunicazione di massa.
Il libro ha avuto diverse riedizioni, l'ultima è del 2003
Storia della radio e della televisione in Italia -
"La prima cosa che ricordo era un bauletto di bachelite color avorio dalle linee arrotondate, due manopole e una finestrella illuminata coi nomi di tante città del mondo.....In quel bauletto c'era un mondo.....La radio era il mondo che brulicava e parlottava costantemente, era il riassunto dell'umanità, la certezza che non siamo soli nell'universo. Quando sei qui con me , questa stanza non ha più pareti..." Questi alcuni passaggi della prima pagina del libro di Laura De Luca: uno scrigno di ricordi che si apre per far volare sentimenti, suoni e immagini di una radio che ha accompagnato e accompagna la sua vita. Un libro senza indice, perchè le emozioni scorrano liberamente senza incasellamenti.
Ti amo piccola scatola -
Così scriveva Antonio Piccone Stella (direttore del Giornale Radio nel 1948) nella presentazione di questo libretto da lui redatto: Questo non è un opuscolo di propaganda. E' in un certo senso il contrario: un mettere onestamente le carte in tavola scoprendo le regole del giuoco e i segreti del mestiere. Per la prima volta vengono resi noti in Italia i segreti professionali e i procedimenti tecnici del giornalismo radiofonico. Sono desunti dalle stesse note di servizio dirette ai redattori, informatori, corrispondenti e collaboratori, via via che se ne presentava la necessità. Alle norme per i redattori ed ai consigli per i conversatori si è voluto lasciare il carattere funzionale, quasi artigianesco, che ebbero in origine per rispondere a determinati scopi pratici. Di qui il tono talvolta un po' perentorio e talvolta un po' scanzonato. Il testo è diviso in tre parti: Come è organizzato il Giornale Radio -
Il giornale radio -
E' il secondo volume della collana L'italiano in pubblico, dedicato alla lingua della radio. Scrive Nicoletta Maraschio nella presentazione: "Enrica Atzori affronta, da un punto di vista particolare, quello sintattico, lo studio dell'italiano giornalistico usato alla radio avvalendosi di aggiornati strumenti, anche informatici, d'analisi quantitativa e qualitativa e comparando i risultati ottenuti con quelli già disponibili sull'italiano trasmesso in generale e sull'italiano dei giornali in particolare". L'analisi, vasta ed accurata, coinvolge le emittenti nazionali, comunitarie ed estere.
La parola alla radio -
La radio è rimasto l'unico mezzo analogico ancora in vita e il passaggio alla stato digitale, oltre ad essere ancora non pienamente realizzato, potrebbe non apportare un grande valore aggiunto alla diffusione di questo medium. Enrico Menduni è autore di numerose pubblicazioni in proposito e qui, in veste di curatore, ha riunito grandi esperti per dire la loro sulla radio. Le sezioni nelle quali ha riunito i loro interventi sono: Teorie della radio e scienze sociali -
La radio -
Anche il messaggio pubblicitario caratterizza il canale di trasmissione radiofonica. Spesso attraverso una pubblicità, riusciamo ad inviduare che "radio è". L'autore del libro, Giuseppe Sergio, che lavora nel campo pubblicitario, analizza tutta la testualità, il lessico, la sintassi e la retorica presente nella comunicazione pubblicitaria.
La seconda parte è invece dedicata ad una comparazione ed analisi della pubblicità in due reti che, rappresentative del comparto pubblico e privato, si contendono l'ascolto a livello nazionale, Rai Radio 1 e Radio DeeJay.
Il linguaggio della pubblicità radiofonica -
Roberto Grandi, professore di Comunicazioni di Massa all'Università di Bologna, con la collaborazione di Sabina Machiavelli, ha riunito in questo volume gli scritti di grandi pensatori che hanno espresso ciò che procurava loro l'ascolto della radio.
Il testo racchiude scritti di Walter Benjamin, Bertolt Brecht, Rudolf Arnheim, Paul Lazarsfeld, Donald Mc Whinnie, Ian Rodger, Theodor W. Adorno, Carlo Emilio Gadda, Marshall Mc Luhan, Hans Magnus Enzensbergerer, Jean Baudrillard.
A chiusura dei saggi, un video intervento di Rudolf Arnheim al XXXIX Premio Italia.
Il pensiero e la radio -
"Gestire un'emittente è una delle imprese più soddisfacenti e meno remunerative che abbia mai intrapreso. Non si sa mai se qualcuno ti ascolta, non hai un riscontro diretto dei tuoi sforzi, non ci sono "pupe ai tuoi piedi", non diventi automaticamente una star, non hai fan adoranti, niente. Ma hai la soddisfazione di fare un lavoro che le "vere" emittenti radio sono troppo vigliacche per fare". Questo un passo di un forum in internet, alt.radio.pirata, che si occupa del mondo delle radio libere e rappresenta benissimo le motivazioni e l'attitudine di chi pratica il pericoloso hobby delle radio pirata.
Andrea Borgnino, giornalista, autore e conduttore radiofonico che ha iniziato la sua carriera nelle radio libere torinesi, ci guida in un mondo di emittenti che appaiono e scompaiono in pochi minuti, che hanno misteriosi indirizzi in giro per il mondo.
Radio pirata -
Nel dicembre 2011, a coronamento delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la Rai ha prodotto uno speciale quanto introvabile audiolibro sulla storia del documentario radiofonico italiano: Cento voci dall'Italia -
Cento voci dall'Italia -
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